Sò Nassit Nüd

Omaggio a Angelo Canossi

25

Aprile
Produzioni TL
Teatro di prosa
pdf - scheda spettacolo

La proposta, per la qualità e il contenuto dei materiali scelti tra quelli pubblicati in “Melodia e Congedo”, è un omaggio che due attori bresciani, Bruna Gozio e Sergio Mascherpa, vogliono dedicare ad Angelo Canossi, dopo aver esplorato, da soli o insieme, il mondo poetico di altri importanti autori dialettali, del passato e contemporanei. Angelo Canossi è certamente la voce più nota del nostro dialetto e la proposta vuole essere un contributo alla conoscenza anche di alcuni testi meno noti dell’autore.

Il testo è nato nel 2003 quando, dopo parecchie repliche del “Bibbiù” di Achille Platto, i comuni della Provincia dove avevamo rappresentato anche due o tre volte lo stesso spettacolo, chiedevano altra poesia in dialetto. Da soli, ma spesso anche insieme, in più occasioni avevamo affrontato con convinzione il mondo poetico della letteratura dialettale bresciana. Un “omaggio” a Canossi, che sicuramente è la voce più nota del nostro dialetto, diventò quasi un atto dovuto.

Lavorare sui versi di Canossi significa inevitabilmente misurare la grande distanza che separa la Brescia di oggi da quella descritta dal Poeta. Il tentativo è quello di verificare quanto di quelle pagine sia ancora possibile comunicare attraverso l’arte della recitazione. Naturalmente di Canossi nessuno può scoprire qualcosa di nuovo: tutti i cultori di cose bresciane hanno attinto da lui (anche il grande Renzo Bresciani – maestro di tutti noi – nella sua “Curt dèi Pulì” non ha potuto non inserire le più belle liriche del Poeta). L’importante però è riuscire, oggi, a comunicare emozioni, divertendo o commuovendo con la voce del Poeta. E questo è quanto abbiamo cercato di fare. Il testo dal 2003 ad oggi ha subito più di un mutamento, a seconda delle occasioni in cui veniva proposto. Quello che presenteremo per commemorare i 150 anni della nascita di Canossi è un récital, una sorta di “oratorio”a leggio delle più famose poesie del Poeta, in un percorso che va dall’infanzia (i popi), al mondo femminile (le fomne), dalla Scoperta dell’America, alla Melodia (èl laurà), dalla Maccheronica Ciceronessa, alla filosofia e all’osteria (Rassega), a la mort.

Note sull'autore

Angelo Maria Canossi nacque a Brescia il 23 marzo 1862. Frequentò le scuole primarie in San Barbara, poi passò al civico ginnasio e quindi al liceo di Desenzano. Terminato il liceo, si iscrive all’istituto superiore di lettere in Firenze, ma frequentò solo due anni, tornato a Brescia, iniziò l’attività di ripetitore privato. Seguirono anni inquieti, in cui fece molti brevi viaggi. Nel 1882 si recò a Parigi, presso uno zio, e seguì irregolarmente l’università Sorbona e compì viaggi in Europa.

Nel 1884 ritornò a Brescia e iniziò l’attività di giornalista e pubblicista: frequentò molto la redazione de “La Sentinella bresciana”, diede vita al “Guasco”. Animo irrequieto si cimentò in molte iniziative culturali e artistiche. Fondò due importanti riviste, l’Illustrazione Bresciana e Brixia, ma ne mantenne per poco la direzione.Nel 1903 uscì la sua opera “Strafalcionemme illustrata” a firma di Storpiato Tasso, una cruda satira a carico di un tenore sgrammaticato. Si dedicò anche alla lirica amorosa della quale ci sono pervenuti solo due sonetti. Nel 1916 fondò l’Istituzione della Memoria. Nel 1925 partecipò al primo congresso dialettale a Milano, conseguendovi un successo totale. L’ultimo avvenimento importante della sua vita fu l’incarico di allestire il vocabolario bresciano, affidatogli dall’Ateneo di Brescia.

Nel 1936 si trasferì definitivamente a Bovegno. Morì il 9 ottobre 1943 e fu sepolto nel cimitero locale.

Le poesie dialettali di Angelo Canossi sono pubblicate in “Melodia e Congedo”.

Un sentito omaggio che i due attori bresciani vogliono dedicare ad Angelo Canossi, dopo aver esplorato, da soli o insieme, il mondo poetico di altri importanti autori dialettali, del passato e anche contemporanei. Angelo Canossi è certamente la voce più nota del nostro dialetto e laproposta vuole essere un contributo alla conoscenza anche di alcuni testi meno noti dell’autore.

Un omaggio al «poeta della brescianità». Un tributo a versi che hanno fatto la storia di una lingua, il dialetto bresciano, nella convinzione di tramandare una tradizione che non conosce mode, felicemente fuori dal tempo.