I Care – l’obbedienza non è più una virtù

Vita di Don Lorenzo Milani

25

Aprile
Produzioni TL
Letture
pdf - scheda spettacolo

Una lettura teatrale. Sulla vita, il pensiero e le azioni di Don Milani si è scritto e parlato molto, ma è come se non fosse mai abbastanza … e a 50 anni dalla sua morte abbiamo deciso di rendergli omaggio. Lo spettacolo inizia raccontando brevemente il contesto storico in cui operò Don Milani, l’attore percorrerà la sua vita, i momenti più significativi e l’esperienza della scuola di Barbiana. Prete, scrittore, insegnante, educatore, Don Milani è considerato uno dei riferimenti principali del cattolicesimo sociale; fin da giovane infatti manifestò una forte criticità verso la chiesa più tradizionalista e conservatrice, lontana dallo spirito del Vangelo. Incominciò a lavorare in una scuola popolare di operai e in quel periodo scrisse Esperienze pastorali i cui contenuti lasciarono un certo eco. A causa di scontri con la curia fu inviato in un sperduto luogo di montagna, Barbiana. Quella che doveva essere una sorta di confino, si rivelò un luogo dove poté esprimere al meglio le sue idee e i suoi pensieri. A Barbiana sperimentò la prima scuola a tempo pieno, una scuola rivolta alle classi popolari, una scuola che stimolò il lavoro collettivo e la condivisione, dove le lezioni si svolgevano anche all’aperto, dove chi sapeva di più aiutava chi ne sapeva meno. Don Milani insegnava ai suoi ragazzi ad essere cittadini sovrani, a prendersi a cuore il mondo, insegnava loro che solo insieme si esce dai problemi: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio, sortirne insieme è politica, sortirne da soli è avarizia.” Testo importante scritto insieme ai suoi ragazzi fu Lettera ad una Professoressa dove denunciò un sistema scolastico e didattico che favoriva le classi più agiate. Nucleo centrale dello spettacolo è la lettura del testo L’obbedienza non è più una virtù che Don Milani scrisse in risposta all’ordine del giorno dei cappellani militari della Toscana in congedo in cui si accusavano gli obiettori di viltà. Il testo include anche la Lettera ai giudici, un’autodifesa che scrisse dopo la denuncia per apologia di reato presentata da ex combattenti. “L’obbedienza non è l’unico modo di amare la legge. Lo è anche cercare di cambiarla, se non tutela i più deboli.” È l’insegnamento di don Lorenzo Milani ai ragazzi della scuola di Barbiana e quello che dice ai suoi giudici per difendersi dall’accusa di apologia di reato. Il prete di Barbiana si rivolge direttamente ai giudici e, a proposito dell’obbedienza e del suo ruolo di insegnante, dice:

«Non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate».

“…l’obbedienza non è più una virtù, non deve essere interpretato come un generico invito alla ribellione, ma un’esortazione a seguire la voce della propria coscienza, che non è mai accomodante, che sempre ci chiama a quelle responsabilità che proprio il conformismo e l’obbedienza acritica permettono di eludere. Essere consapevoli significa essere responsabili, significa mettere la nostra libertà al servizio di chi libero non è". E’ di questa libertà che don Milani è stato maestro. A noi spetta il compito di esserne, almeno, testimoni credibili.” Don Luigi Ciotti.

Il lavoro teatrale è accompagnato da immagini e musiche.

Un recital letterario sulla vita e le azioni di don Milani, rivolto agli adolescenti e ad un pubblico adulto,.