Un uomo

Primo Levi

25

Aprile
Produzioni TL
Letture
pdf - scheda spettacolo

Parte del nostro esistere ha sede nelle anime di chi ci accosta: ecco perché è non-umana l’esperienza di chi ha vissuto giorni in cui l’uomo è stato una cosa agli occhi dell’uomo

Primo Levi è stato un uomo che ha vissuto l’esperienza drammatica delle leggi razziali e delle loro conseguenze.

Deportato, sopravvissuto alla tragedia dei campi di concentramento, in seguito rimpatriato in Italia attraverso un viaggio di ritorno lungo un anno, Primo Levi sente l’urgenza di scrivere i suoi ricordi di prigionia, di lasciare “Memoria”e si dedica alla stesura della sua esperienza. La sofferta “Testimonianza”dei lager si traduce in: ”Se questo è un uomo” e “La tregua”, attraverso una scrittura limpidissima e antiretorica che ha lasciato in mani nostre come strumento di conoscenza.

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” Sono parole dello scrittore, dell’UOMO, il testimone che vogliamo raccogliere per ricordare quella tragedia e per conoscerne alcune altre, altri genocidi che hanno scosso il mondo: (Holodomor in Ucraina, i massacri in Armenia,Guatemala e i Maya, la strage selettiva dell’etnia Hutu in Burundi, e che significa esattamente la parola Genocidio? e poi Kmer rossi e Cambogia, e che cosa c’entrano i Cheyenne? Bosnia e Srebrenica,e Saddam Hussein!) Per non smettere di ricordare, per avere una civile e presente MEMORIA.

… e dopo aver visto questo terribile panorama dal quale è emersa la capacità dell’UOMO di compiere il male, RICORDARE anche che al mondo ci sono UOMINI che hanno fatto altre scelte che ci confortano e ci invitano a riflettere.

Tecnica utilizzata

Lettura teatrale con immagini/video e musica.

Uno spettacolo forte, dedicato al ricordo dello sterminio degli ebrei. Lo spettacolo è caratterizzato da un’unica presenza in scena, Sergio Mascherpa, solo, accompagnato da alcune musiche, ma anche da video e immagini realizzate da Roberto Capo con la collaborazione di Alessandra Domeneghini.

Il "direttore d'orchestra" Mascherpa, accompagnato dagli efficaci video di Roberto Capo, avanza inarrestabile in una marcia di denuncia di ogni "genocidio", ma, abilmente colta la sinistra umana ostinazione, si apre poi a speranza e poesia di persone buone.

Simone Tonelli / Giornale di Brescia