IL MAGNIFICO IMPOSTORE – GIORGIO PERLASCA

IL MAGNIFICO IMPOSTORE – GIORGIO PERLASCA

Con la collaborazione e il patrocinio della Fondazione Giorgio Perlasca

„Che cosa avrebbe fatto lei al mio posto?“
E’ questa domanda che Giorgio Perlasca rivolge al suo interlocutore
a scatenare in noi molte altre domande…
Sarei capace di attivare tutte le mie facoltà per oppormi ai fatti orribili cui sto assistendo?
Metterei a rischio la mia vita per salvare persone sconosciute?
Saprei attingere a quella parte di me che cerca di combattere l’ingiustizia?
E’ proprio per le molte riflessioni che si scatenano ascoltando la sua storia
che vogliamo parlare ancora di lui, del magnifico impostore:
e vorremmo farlo perchè il tempo in cui viviamo è un tempo difficile,
e richiede spesso anche a noi di fare appello alla forza morale che ci portiamo dentro.

di e con Alessandra Domeneghini
regia Sergio Mascherpa
scene di Giacomo Andrico
immagini video Roberto Capo
disegno luci Elena Guitti

link video      https://www.youtube.com/watch?v=Dn3noNiVnHM

 

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Giorgio Perlasca nasce a Como il 31  gennaio del 1910.
Dopo pochi mesi si trasferisce con  la famiglia a Maserà in provincia di  Padova, ed è lì che oggi è sepolto  sotto una lapide sulla quale egli  volle scritto „Giusto tra le nazioni“ .
In gioventù aderisce al fascismo,  ammira Mussolini, l’uomo che  porta in Italia riforme a favore del  popolo, tanto da partire volontario  prima per l’Africa e in seguito per la  guerra civile di Spagna.

Al rientro in Italia il suo rapporto con il fascismo cambia nettamente: non trova giusta l’alleanza con i Tedeschi e le leggi razziali emanate in Italia nel 1938. Perlasca sarà così per tutta la sua vita: un uomo dal carattere forte, per niente incline ai compromessi, che di fronte agli eventi giudicherà sempre in maniera autonoma secondo la propria etica ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.Alla fine degli anni 30 inizia a lavorare per la SAIB, società anonima di importazione bestiame, come agente all’estero. Per questo lavoro la sua dialettica e la sua capacità organizzativa sono caratteristiche importanti, e si riveleranno indispensabili nel 1944 in Ungheria durante la seconda guerra mondiale.Ed è proprio a Budapest che Perlasca compirà quelle azioni per cui 40 anni dopo sarà proclamato „Giusto tra le nazioni“.

Ma cosa fece quest’uomo? Salvò 5218 Ebrei ungheresi portando avanti il programma di protezione avviato dalla Spagna insieme ad altre nazioni neutrali che cercarono di arginare la follia della Shoah. Lo fece in una situazione di pericolo costante: non solo perchè si trovava in una città occupata dai Tedeschi e assediata dai Russi, ma soprattutto perchè si inventò il ruolo di ambasciatore spagnolo con il rischio di essere scoperto in ogni momento. Fu un’azione che portò avanti per 45 giorni, dal primo dicembre del 1944 al 16 gennaio del 1945. A maggior merito di quest’uomo va detto che possedeva un visto diplomatico per lasciare l’Ungheria e non lo fece, che utilizzò tutti i suoi risparmi per comprare cibo agli Ebrei rifugiati nelle case protette, che impiegò tutta la sua astuzia per raggirare i gerarchi nazisti al potere…e con grande coraggio impedì la cattura degli Ebrei perseguitati facendo loro scudo con il suo corpo. Fece tutto questo per amore di giustizia, perchè non tollerava di veder massacrare tanti innocenti senza fare nulla.
In seguito alla liberazione di Budapest da parte dei Russi, Giorgio Perlasca torno’ finalmente a casa nel maggio del 1945, e non raccontò ciò che aveva compiuto.

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Ed ecco l’altra grande lezione che ci insegna  quest’uomo: il silenzio.

In un mondo dove tutto „viene sbandierato“ lui fa una  scelta diversa. Manda un resoconto dei fatti sia al  governo spagnolo che a quello italiano, perchè, da  uomo d’onore qual’era, riteneva di dover rendere  conto di ciò che aveva fatto, avendo usato false  credenziali per salvare quelle persone, poi non ne  parla più. Perlasca continua la sua vita come un  uomo qualunque, pensando di aver fatto solo il suo  dovere, ritenendo che ogni uomo debba opporsi  davanti alla violenza con fermezza senza pensare  alla propria incolumità. Nel 1987 viene cercato da  alcune donne che l’avevano conosciuto al tempo della  persecuzione, e nel 1989, dopo la caduta del muro di  Berlino, i primi salvati si recarono a Padova per  rivederlo e ringraziarlo. Nello stesso anno viene  nominato „Giusto tra le nazioni“ dallo Yad Vashem  (l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di  Israele ) e pianta un albero nel giardino dei Giusti a  Gerusalemme. Muore il 15 agosto del 1992.

Non è difficile spiegare perchè abbiamo voluto realizzare uno spettacolo sulla sua impresa: perchè si parla di giustizia, di coraggio, di umiltà; perchè si parla di libero pensiero e di coscienza; perchè si parla di capacità di compiere delle scelte a favore del bene; perchè ci si trova di fronte all’eterno dilemma dell’essere o dell’avere.

Le risposte di Perlasca ci sono piaciute e sono, purtroppo, attualissime, forse più di allora. Ed è proprio per avviare una riflessione, per portare un esempio alto che abbiamo voluto parlare di lui; viviamo in un’epoca tutt’altro che facile, in cui coraggio e capacità di scegliere sono „estremamente necessari“. Lo spettacolo, della durata di un‘ora si presenta in forma di monologo, supportato da immagini e musiche.
L’attrice si cala nei panni di 4 personaggi: il narratore, che ci accompagna nella comprensione dei fatti, la Contessa Irene, che lo aiutò nella sua impresa, Madame Tournèe, che lavorò a stretto contatto con lui e Eva Lang, prima testimone affichè Perlasca fosse proclamato “Giusto tra le nazioni“.
Al termine dello spettacolo è previsto un momento d’incontro per lasciare spazio alle domande e alle riflessioni del pubblico.

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Approfondimenti
Scuole secondarie di primo grado: libri consigliati
L’EROE INVISIBILE di Luca Cognolato e Silvia Del  Francia – Einaudi ragazzi
GLI ANGELI DI PERLASCA di Massimiliano  Santini – Psiche e Aurora editore

Scuole secondarie di secondo grado: libri  consigliati
LA BANALITA‘ DEL BENE di Enrico Deaglio –  Feltrinelli
L’IMPOSTORE di Giorgio Perlasca – Edizioni Il  mulino
GIORGIO PERLASCA, UN ITALIANO SCOMODO  di Dalbert Hallenstein e
Carlotta Zavattiero – Editore Chiarelettere

Segnaliamo inoltre il DVD „La storia maestra di vita, l’esempio di Giorgio Perlasca“
della Fondazione Giorgio Perlasca.

 

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